DONNE AL VOLANTE

Donne e camion sembrano due parole opposte e per lungo tempo la società ha pensato che le donne non fossero portate alla guida di mezzi, soprattutto di mezzi pesanti.

Tralasciando questo luogo comune, oggi sappiamo quanto sia dura la vita del camionistaper diversi motivi. Guidare un camion significa avere competenze tecniche sui motori, stare molte ore sulla strada, fermarsi in piazzole di sosta, macinare chilometri e chilometri, trascorrere molto tempo lontano da casa e dai propri affetti.

Tutto questo ha fatto sì che per lungo tempo la professionista di camionista fosse associata solo ed unicamente alla figura maschile.

Negli ultimi decenni abbiamo visto come sia cambiato il ruolo della donna all’interno della società.

La donna non è più solo sinonimo di focolare domestico, spesso è colei che porta a casa lo stipendio.

Questo ha fatto sì che molte più donne si avvicinassero alla professione di autista.

L’Italia vanta il primato europeo donne al volante di mezzi pesanti, con il 6,2% della forza lavoro nel settore, ben al di sopra della media europea del 3,2% (secondo alcune rilevazioni del Driver Shortage Report).

L’Italia è quindi al primo posto, seguita dalla Norvegia al 5,1%, mentre paesi come la Lituania registrano solo lo 0,5% di presenza femminile nel settore.

Questo dato testimonia la determinazione delle donne camioniste italiane nel perseguire la loro passione per la guida di camion.

Il fenomeno è particolarmente evidente nel Nord Italia, dove molte donne trovano opportunità di lavoro nelle aziende di famiglia del settore dell’autotrasporto. 

Sono anni che parliamo della carenza di autistie della difficoltà a trovare personale qualificato, e allora perché non aprire le porte anche alle donne? 

Le donne che scelgono questa professione affrontano sfide specifiche, come orari di lavoro irregolari, ambienti di lavoro prettamente maschili, fatica fisica, difficoltà di conciliare la vita familiare con quella lavorativa.

Dal momento che conseguire il percorso per diventare camionista comporta costi piuttosto elevati, sono nate numerose iniziative volte a promuovere questa professione e a rendere più accessibile la carriera in questo settore anche a donne e giovani under 35. Potrebbe interessarti anche l’articolo su“Come si diventa camionista”?

Il Bonus Patente Autotrasporto è un incentivo economico promosso dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) per favorire l’ingresso dei giovani fino a 35 anni, cittadini italiani o stranieri regolarmente soggiornanti in Italia, nel mondo dell’autotrasporto di persone e merci. La misura vuole sia sostenere la formazione professionale dei nuovi conducenti, che contrastare la carenza di autisti che negli ultimi anni ha colpito sia l’Italia che l’Europa.

L’iniziativa rientra nel Programma patenti giovani autisti per l’autotrasporto, istituito con il decreto-legge n. 121 del 10 settembre 2021, poi convertito nella legge n. 156 del 9 novembre 2021. Il programma è attivo per il periodo 2022–2026 e prevede la concessione di un contributo finanziato con uno stanziamento complessivo di 4,7 milioni di euro per la fase 2025–2026. 

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